Sefira, 9 anni e 10 giorni dopo la Notte della Rinascita
“Metatron?â€
Il rumore dei passi di Unika rimbombava sulla scala di legno della Torre.
“Sono sul terrazzo: sto osservando il cielo†rispose il Saggio con la telepatia.
“Devo chiederti una cosa…â€
“Ma non dovresti essere all’Eremo delle Arti a quest’ora?†Metatron si staccò dal telescopio e si voltò verso la porticina da cui sarebbe sbucata la fanciulla.
«Che cos’è la Fiamma della Vita?» domandò Unika appena gli comparve davanti.
Metatron notò il rossore che le avvampava le guance.
«Da dove arriva questa domanda?»
Unika si morse le labbra e strinse le palpebre. «Perché devi sempre rispondere alle mie domande con un’altra domanda… per una volta non puoi rispondermi e basta?»
«Mi stai chiedendo una cosa importante. Mi piacerebbe sapere l’origine della tua curiosità .»
«Ho letto nel pensiero di Martin» Unika era visibilmente imbarazzata. «So che non si deve fare…»
«Però lo hai fatto comunque…» il rimprovero di Metatron nascondeva un velo di preoccupazione.
«Oggi c’era lezione di Storia e siamo andati alla Finestra del Tempo» raccontò Unika, con lo sguardo basso. «Martin era ombroso e non ci spiegava le cose come al solito. Ho cercato di capire cosa lo agitasse e ho sentito che stava pensando alla Fiamma della Vita. Ma credo che si sia accorto della mia intrusione e ha schermato la mente.»
«E dato che non avevi mai sentito quella parola, ti sei precipitata da me» Metatron scosse la testa. Mantenne un’espressione seria, ma il suo cuore palpitava di fronte alle capacità di Unika: aveva nove anni ed era già in grado di leggere nel pensiero di un angelo molto più anziano ed esperto di lei.
«Allora adesso mi dici di cosa si tratta?»
Metatron annuì. «Andiamo nel parco, così parleremo con tranquillità .»
Trasvolarono tra il verde, sul retro della Torre.
Metatron si appoggiò al muretto di pietra che circondava l’aiuola di rose selvatiche. Unika si sedette di fronte a lui, sospesa in aria a circa un metro da terra, con le gambe incrociate e lo sguardo euforico.
«La Fiamma della Vita è l’Entità Fondamentale che genera gli angeli. Noi nasciamo dalle sue pulsazioni» spiegò il Saggio.
Unika corrugò la fronte, riflessiva. «E com’è fatta?»
«È un piccolo fuoco: intenso e sempre acceso, dove vibra la vita eterna.»
Unika cercava di immaginarne la forma, mentre ascoltava con attenzione ogni singola parola.

«La Fiamma della Vita non è un oggetto, ma un’Entità : è viva e ha il potere di capire la volontà di chi guida Sefira. Il capo del nostro popolo è il solo che può decidere quanti angeli devono nascere e la Fiamma gli dà ascolto.»
«Quindi sei tu che stabilisci il numero delle nascite?»
«Sì. Lo definisco sulla base del bisogno che c’è nell’Universo del nostro supporto.»
Unika fece un cenno di assenso con il capo, anche se molti dubbi agitavano ancora la sua mente.
«Quanti angeli hai fatto nascere fino a ora?»
«Tanti.»
«E come funziona?»
«Quando le parlo e le comunico la mia decisione, la Fiamma prende un colore giallo sgargiante e inizia a vibrare. Fluttua e sussulta finché dalla sua punta si leva una scintilla. Quella scintilla è la prima goccia di vita dell’angelo.»
«E io sono nata così?»
«Tutti gli angeli nascono così, Unika» Metatron continuò a guardarla negli occhi, celando la verità . Unika s’illuminò soddisfatta, pronta a fare la domanda decisiva: «Me la fai vedere?»
Metatron sentì il battito accelerare e il fiato spegnersi in gola. Pensò alla notte di anni prima. Ricordò il volto di Unika che gli sorrideva, fiduciosa e convinta di andare avanti.
«Un giorno» le rispose. «Un giorno.»
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