Pubblichiamo un bellissimo disegno a matita di Yesod, un prezioso scorcio sul lavoro creativo svolto da Victor Togliani per rappresentare uno dei personaggi fondamentali della saga di Unika, il capo degli Angeli guida.

Ispirato dalla potente descrizione di Yesod ne La Fiamma della Vita, Victor per prima cosa ha voluto tratteggiare un primo piano dell'angelo drago, dando forma a un volto intenso, intriso di forza, lealtà e nobiltà d'animo.

Il suo aspetto realistico è sorprendente, frutto della capacità di fondere insieme diversi elementi ispirati all'anatomia di animali realmente esistiti:
il becco di un ceratopisde del Cretaceo, il taglio degli occhi e la fierezza di un'aquila, le corna affusolate di uno stambecco, la pelle dura e le placche ossee di un coccodrillo...
Così Victor ha saputo interpretare e liberare su carta le luci e le ombre dell'anima di una delle figure più amate del mondo creato da E.J. Allibis.
Autore: REDAZIONE UNIKA

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Strasburgo, 3 giorni dopo la Notte della Rinascita

Le dita si muovevano veloci tra le pagine del libro aperto sulla scrivania. Craig Walden aveva lo sguardo concentrato e i suoi occhi sembravano divorare il testo. Puntò l’indice sulle prime righe di un capoverso, soddisfatto di avere trovato quello che cercava. Lesse e rilesse. Poi abbassò le palpebre e lasciò che le parole uscissero dal volume, penetrassero la sua mente e si trasformassero, per assumere il significato che celavano.
Era da anni che studiava la Bibbia e, nonostante la conoscesse quasi a memoria, non passava giorno senza che si sentisse cieco di fronte ai suoi contenuti. Era convinto che in quelle pagine fosse custodita la conoscenza più profonda dell’Universo. E l’ansia del sapere lo logorava.
Chiuse il Libro di Isaia con entrambe le mani e sospirò: il capitolo 6 gli aveva aperto gli occhi.
Ripose il tomo sullo scaffale di legno, piegato dal peso dei volumi che sorreggeva. Poi spostò la sua attenzione sul Libro di Ezechiele: lo estrasse e cominciò a leggere il capitolo di apertura.
Quando guardò l’ora, il sole era ormai tramontato. Si diresse verso la finestra e spostò le tende. La notte era cupa, illuminata solo da uno spicchio di luna. Si strofinò la faccia e inarcò la schiena per distenderla dopo le lunghe ore trascorse curvo sul tavolo.
Siete là fuori, vero? Annuì e si avvicinò all’angolo cottura. Una pila di piatti sporchi occupava tutto il lavandino. Aprì l’anta dello scolapiatti e tirò fuori una caffettiera ossidata. La svitò e fece colare l’acqua del rubinetto nella parte inferiore. Prese un cucchiaino dal cassetto e riempì il piccolo imbuto di alluminio con il macinato di caffè. Richiuse con cura. Accese la piastra più piccola del fornello a gas e ci mise sopra la caffettiera.
Appena il gorgoglio ruppe il silenzio, Craig Walden si versò una tazza di caffè nero profumatissimo.
Vivete in mezzo a noi… ma… come faccio a trovarvi?
Si lasciò cadere sulla poltrona di fianco al letto, sorseggiando la miscela arabica.
Ce la farò. A costo di impiegare tutta la vita, ma vi troverò.

Autore: E.J. Allibis

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Università di Strasburgo, 2 ore dopo la Notte della Rinascita

Gli occhi azzurri non riuscivano a trattenere l’ansia che incendiava l’animo dello studente in piedi al centro dell’Aula Magna. La giacca di velluto marrone con le toppe sui gomiti era l’unico, improbabile tentativo di adeguarsi alla solennità della circostanza. Per il resto, il giovane si era presentato alla discussione della sua tesi di laurea con gli stessi abiti che indossava quando andava a lezione: jeans, scarponcini logori, maglia blu a collo alto. Anche i riccioli neri erano quelli di sempre: disordinati, ribelli, indomabili.
«La sua tesi è molto interessante.»
La voce austera era quella di Charles Thomas Leonard, docente di teologia sistematica alla Facoltà di Teologia dell’Università di Strasburgo.
«La ringrazio.» Il laureando fece un cenno di deferenza con il capo. Era orgoglioso di essere al cospetto di uno dei massimi esperti di Sacre Scritture.
«La sua passione e il suo talento sono singolari. Le conferisco la laurea a pieni voti.» Charles Thomas Leonard si alzò in piedi e tese il braccio per stringere la mano al giovane dallo sguardo acceso e intelligente che aveva di fronte. Uno scroscio di applausi riempì la sala.
Craig Walden sentì le guance accendersi. Un filo di commozione vibrava nel suo petto e gli rendeva tremula la voce. Guardò con stima i membri della commissione e si avvicinò a ognuno di loro per porgere i suoi ossequi. Sul volto aveva stampato un sorriso compiaciuto che sgorgava dal profondo.
Navigava felice tra le strette di mano dei luminari e assaporava l’intensità di quei gesti nobilitati da anni di studio e di sacrificio, quando percepì una folata di vento passargli sul cuore. La rincorse, la raggiunse e ne respirò il profumo caldo e sconosciuto. Era la nuova, eccitante consapevolezza di essere solo all’inizio di un lungo percorso di conoscenza.
Si perse dietro a quel pensiero e si fermò per qualche secondo con gli occhi fissi nel vuoto.
I professori lo osservarono disorientati, incapaci di leggere cosa si nascondeva dietro quell’espressione assorta. Poi, Craig Walden sbatté le palpebre e scosse la testa, mosso da un forte impulso. Non posso fermarmi, ci sono ancora troppe cose da imparare e da capire.
«Vado a consegnare immediatamente la mia candidatura al dottorato. Vorrei continuare a studiare insieme a voi.» Le parole gli uscirono spontanee dalla gola. Si voltò e lasciò la stanza con passo deciso.
Quello di chi ha un sogno da rincorrere.

Autore: E.J. Allibis

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Sefira, 9 anni e 10 giorni dopo la Notte della Rinascita

“Metatron?â€
Il rumore dei passi di Unika rimbombava sulla scala di legno della Torre.
“Sono sul terrazzo: sto osservando il cielo†rispose il Saggio con la telepatia.
“Devo chiederti una cosa…â€
“Ma non dovresti essere all’Eremo delle Arti a quest’ora?†Metatron si staccò dal telescopio e si voltò verso la porticina da cui sarebbe sbucata la fanciulla.
«Che cos’è la Fiamma della Vita?» domandò Unika appena gli comparve davanti.
Metatron notò il rossore che le avvampava le guance.
«Da dove arriva questa domanda?»
Unika si morse le labbra e strinse le palpebre. «Perché devi sempre rispondere alle mie domande con un’altra domanda… per una volta non puoi rispondermi e basta?»
«Mi stai chiedendo una cosa importante. Mi piacerebbe sapere l’origine della tua curiosità.»
«Ho letto nel pensiero di Martin» Unika era visibilmente imbarazzata. «So che non si deve fare…»
«Però lo hai fatto comunque…» il rimprovero di Metatron nascondeva un velo di preoccupazione.
«Oggi c’era lezione di Storia e siamo andati alla Finestra del Tempo» raccontò Unika, con lo sguardo basso. «Martin era ombroso e non ci spiegava le cose come al solito. Ho cercato di capire cosa lo agitasse e ho sentito che stava pensando alla Fiamma della Vita. Ma credo che si sia accorto della mia intrusione e ha schermato la mente.»
«E dato che non avevi mai sentito quella parola, ti sei precipitata da me» Metatron scosse la testa. Mantenne un’espressione seria, ma il suo cuore palpitava di fronte alle capacità di Unika: aveva nove anni ed era già in grado di leggere nel pensiero di un angelo molto più anziano ed esperto di lei.
«Allora adesso mi dici di cosa si tratta?»
Metatron annuì. «Andiamo nel parco, così parleremo con tranquillità.»
Trasvolarono tra il verde, sul retro della Torre.
Metatron si appoggiò al muretto di pietra che circondava l’aiuola di rose selvatiche. Unika si sedette di fronte a lui, sospesa in aria a circa un metro da terra, con le gambe incrociate e lo sguardo euforico.
«La Fiamma della Vita è l’Entità Fondamentale che genera gli angeli. Noi nasciamo dalle sue pulsazioni» spiegò il Saggio.
Unika corrugò la fronte, riflessiva. «E com’è fatta?»
«È un piccolo fuoco: intenso e sempre acceso, dove vibra la vita eterna.»
Unika cercava di immaginarne la forma, mentre ascoltava con attenzione ogni singola parola.

«La Fiamma della Vita non è un oggetto, ma un’Entità: è viva e ha il potere di capire la volontà di chi guida Sefira. Il capo del nostro popolo è il solo che può decidere quanti angeli devono nascere e la Fiamma gli dà ascolto.»
«Quindi sei tu che stabilisci il numero delle nascite?»
«Sì. Lo definisco sulla base del bisogno che c’è nell’Universo del nostro supporto.»
Unika fece un cenno di assenso con il capo, anche se molti dubbi agitavano ancora la sua mente.
«Quanti angeli hai fatto nascere fino a ora?»
«Tanti.»
«E come funziona?»
«Quando le parlo e le comunico la mia decisione, la Fiamma prende un colore giallo sgargiante e inizia a vibrare. Fluttua e sussulta finché dalla sua punta si leva una scintilla. Quella scintilla è la prima goccia di vita dell’angelo.»
«E io sono nata così?»
«Tutti gli angeli nascono così, Unika» Metatron continuò a guardarla negli occhi, celando la verità. Unika s’illuminò soddisfatta, pronta a fare la domanda decisiva: «Me la fai vedere?»
Metatron sentì il battito accelerare e il fiato spegnersi in gola. Pensò alla notte di anni prima. Ricordò il volto di Unika che gli sorrideva, fiduciosa e convinta di andare avanti.
«Un giorno» le rispose. «Un giorno.»

Autore: E.J. Allibis

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Sefirapedia è un vero e proprio fact-file dedicato a tutti i contenuti
extra e di approfondimento del mondo di Unika.
In questa sezione saranno pubblicati i capitoli inediti della Saga di Unika
scritti da E.J. Allibis, ma in futuro verranno svelati anche gli studi, i pensieri,
i retroscena e i close-up sulle parti di contorno della storia.
Sarà l’occasione di conoscere tutto ciò che ha portato alla creazione di Sefira
e dei suoi protagonisti. Se volete saperne di più, continuate a seguirci.

Autore: E.J. Allibis

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